La società giallorossa, con le risorse in cassa in diminuzione e la casella del vice Wesley ancora vuota, ha cercato un giocatore capace di ricoprire più ruoli piuttosto che uno specialista di una sola posizione. Questo approccio mira a massimizzare il rendimento con un investimento contenuto.
Il direttore sportivo D’Amico aveva inizialmente valutato Luis Henrique, altro jolly di fascia, ma ha poi deciso che Jayden Oosterwolde, venticinquenne olandese del Fenerbahçe seguito da circa un anno, rappresenta il profilo ideale per rapporto qualità‑prezzo. Oosterwolde è un difensore mancino, alto un metro e novanta e dotato di buona velocità, in grado di giocare sia da centrale che da terzino sinistro.
Il giocatore ha già esperienza in Italia, avendo vestito la maglia del Parma, e sebbene non possieda l’esplosività offensiva di alcuni giovani talenti né la giovane età di altri obiettivi di mercato, la Roma ritiene che Gasp possa lavorarci per migliorare la sua adattabilità a compiti tipici di un esterno puro in una difesa a tre.
L’accordo con il Fenerbahçe prevede un prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 16 milioni di euro, che può trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni, tra cui obiettivi personali legati al piazzamento finale della Roma in campionato. Le trattative lampo solitamente si risolvono in pochi giorni, mentre le situazioni in cui manca la disponibilità immediata del club tendono a protrarsi.
L’arrivo di Oosterwolde potrebbe facilitare la partenza di Ziolkowski, liberando spazio nel reparto difensivo. La Roma attende inoltre un’offerta di circa 16 milioni dai sauditi del Neom; incassando tale somma e posticipando l’esborso per l’olandese alla prossima stagione, D’Amico potrebbe disporre di un tesoretto da reinvestire, ad esempio in un attaccante esterno o tramite altre operazioni di prestito che generino plusvalenze.